Articolo giornale di Vicenza 15-11 Stampa E-mail

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Nel giorno in cui il navigatore Soldini si ritira, prosegue l’avventura della vicentina
Le emozioni del giudice Carreri sull’Atlantico «Difficile guidare una barca che vola impazzita».

Image(i. t.) «Sono stata molto al timone e vi assicuro che sentire la poppa sollevarsi di decine di metri a vedere la prua della barca inabissarsi verticalmente dentro il mare dopo una vorticosa e velocissima planata a 20 nodi è una delle esperienze più estreme della mia vita».
Sono le emozioni che il giudice-skipper Cecilia Carreri, attualmente in aspettativa, regala a internet mentre la sua barca fila velocissima verso
l’equatore.
ImageSono le ultime notizie dalla Transat, la transoceanica partita in Francia da Le Havre una settimana fa e diretta in Brasile a Salvador de Bahia, dopo una regata di 4500 miglia marine.
Nel giorno in cui Giovanni Soldini è costretto ad alzare bandiera bianca, prosegue la fantastica avventura di Cecilia Carreri e del francese Joe Seeten. Ieri sera è arrivata la notizia che la barca open 60 “Mare Verticale” della coppia italo-francese ha superato di molto Capo Verde, nel Senegal.
«L’altro giorno sono stata molto al timone - ha scritto Carreri -. È difficilissimo governare un 60 piedi che vola impazzito a fare surf sulle onde oceaniche gigantesche».
Tre giorni fa quando Mare Verticale, con issato il gennaker, era transitato da Gibilterra il giudice italiano se l’era vista brutta. Il vento era sui 27-30 nodi alimentato dalla pressione delle Azzorre e la barca filava anche a 18
nodi. «Avevamo problemi agli strumenti, troppi e troppo sofisticati - scriveva -. Dopo varie strambate siamo con vento a tre quarti di poppa, solent e una mano di terzaroli di randa. La testa d’albero ha dei problemi e attendiamo che il mare si attenui per compiere dei lavori».
Ma come vive una persona in barca sfidando l’Atlantico? «Sono sempre vestita con la cerata e gli stivali. Le pause di sonno sono brevi, al massimo due ore, si mangia solo quando si può e non esistono orari».
L’avventura del giudice vicentino ha suscitato l’attenzione dei media francesi. Liberation ha dedicato un servizio al giudice che ha deciso di sfidare l’ignoto, pur con una barca efficientissima e tecnologicamente avanzata, sottoponendosi a una prova ai limiti della resistenza.
«Ci siamo immersi con la prua della barca moltissime volte - ricorda -, il mare ha coperto fino alla tuga della barca, diventata un sommergibile. Quando succede mentre sei in coperta senti un’enorme accelerata della barca che
s’infila sott’acqua e senti con un boato enorme un brusco e violento arresto della barca che si blocca sott’acqua. Vedi i finestrini coprirsi di schiuma del mare in cui ti inabissi».

 
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