Filosofia di Mare Verticale Stampa E-mail
Mare Verticale è il nome dell’ Open 60 con il quale Cecilia affronterà l’ Oceano, dalla Francia fino al Brasile, nell’ edizione 2005 della Transat Jacques Vabre.
E’ una barca impegnativa, veloce, essenziale.

ImageCecilia ha scelto il nome Mare Verticale perchè è il manifesto di un programma di vita, è il simbolo dell’ esplorazione, dell’ avventura estrema.
Verticale è tutto ciò che è difficile, che richiede sacrificio, impegno, rischio della vita.
Anche il Mare può essere Verticale, quando la navigazione diventa una vera e propria sfida, una lotta ai limiti estremi della natura.
Mare Verticale è il titolo di un libro che Cecilia ha scritto per raccontare le sue esperienze di navigazione nel Mediterraneo.

Cecilia ha avuto due barche, un 470 e un Mumm 36, con le quali ha già conosciuto il mare difficile e solitario.

Ha fatto anche tanti anni di alpinismo e ora cerca anche nel mare l’ esplorazione della natura più difficile, cerca il fascino dei confini più lontani, delle Terre sconosciute, del Mare più grande.

C’ è una profonda continuità e coerenza tra queste scelte.

Ora il cammino di Cecilia si è incontrato con questa grande barca e con lo skipper Joè Seeten di Dunkerque, navigatore solitario che ha compiuto con successo due giri del Mondo senza scalo nelle ultime due edizioni del Vendée Globe.

Assieme attraverseranno l’ Atlantico fino in Brasile.

Che cosa si può dire ?

Che i sogni più importanti hanno la forza di unire gli uomini più diversi, portandoli assieme verso mete comuni, verso esperienze uniche e irripetibili.

Coraggio, volontà e determinazione sono il prezzo per poter sognare così in alto, per vivere in maniera intensa le proprie scelte, per essere se stessi in modo integrale.
Tutto ciò è difficile, è Verticale, ma dona l’ essenza della vita.
 


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